< Corsi di Yoga

“Lo Yoga é Yoga!”

Lo Yoga su cui si basa il Centro ANKIDA e’ quello della Cultura dei Rishi trasmessa dal Maestro Yogiraj Aruna Nath Giri, che a sua volta ha ricevuto gli insegnamenti dal suo Maestro Yogarishi Dr. Swami Gitananda Giri.

Lo Yoga della Cultura dei Rishi prende le origini dall’Ashtanga Yoga* ed usa tecniche provenienti dall’ Hatha Yoga, dal Raja Yoga, dallo Jnana Yoga e fa ampio uso di tecniche di Pranayama. Il programma che viene svolto è suddiviso in livelli attraverso i quali si praticano le tecniche dello Yoga della cultura Rishi in modo graduale. Affinchè la pratica diventi vera consapevolezza è necessario imparare Asana e krya, il respiro completo come base dei Pranayama, le tecniche di concentrazione per condurre la mente ai livelli della Meditazione. L’azione di queste antiche tecniche ha un forte impatto sul corpo e sul sistema nervoso e volge a portare equilibrio ed armonia in tutti i piani.

*Asthanga Yoga, dagli Yoga Sutra** di Patanjali,  significa “Yoga delle 8 parti (Anga)” e  non è da confondersi con il tipo di Yoga diffuso dal maestro Pattabhi Jois noto al mondo moderno come “Asthanga yoga”. Quest’ultimo si rifà ovviamente agli insegnamenti del testo di Patanjali, ma è caratterizzato da uno stile di pratica in cui si esegue una serie di posizioni fisse.

** Dagli Yoga Sutra di Patanjali le Le 8 membra o 8 parti (Anga) dello Yoga sono: Yama , Nyama, Asana, Pranayama, Pratyahara, Dharana, Dyana, Samadhi

Il Paramparai (tradizione)

Lo Yoga della Cultura Rishi trasmessa al Maestro Yogiraj Aruna Nath Giri dagli insegnamenti del suo Maestro Yogarishi Dr. Swami Gitananda Giri è una fusione tra l’Ashtanga Yoga Classico promulgato dal Yogamaharishi Swami Kanakananda Brighu del Bengala e la tradizione dello Yoga Sidda del sud dell’India rappresentato dalla Shakti, dalla vita e dagli insegnamenti del grande Siddha-Yogi del sud dell’India Srila Sri Kambali Gnanananda Desiga Swamigal di Pondicherry.

IL MAESTRO:

L’importanza della figura del Maestro nello Yoga

Dato che gli insegnamenti sono trasmessi oralmente da maestro ad allievo la guida di un Maestro è essenziale nel prcorso dello Yoga. Sono bellissime le pagine tratte dalla trascrizione dei discorsi di Ramana Maharishi che riflettono sulla profonda dinamica della figura del Maestro. Eccone un estratto:

Le Istruzioni (Upadesa) pg 62, 63

3. Quali sono, dunque, le caratteristiche di queste istruzioni [upadesa]?

La parola upadesa significa ‘vicino al seggio o al luogo [upa: vicino; desa: luogo o seggio].

[Sul seggio] c’è il maestro, che incarna il significato dei termini sat cit ananda [ ‘esistenza’, ‘coscienza’ e ‘beatitudine’]; [vicino a lui] il discepolo che, a causa della sua accettazione delle forme degli oggetti dei sensi, ha deviato dalla sua condizione reale e di conseguenza è frustato e vive in un altalena di gioia e dolore.

Il maestro impedisce al discepolo di andare avanti in quel modo e lo rende stabile nella sua vera natura, libera dalle differenziazioni. Upadesa significa anche mostrare un oggetto che è lontano come se fosse vicino. Si fa capire al discepolo che il brahman, egli crede distante e differente da sé, in realtà è vicino e per nulla diverso da  lui stesso.

6. Perché si dice che il discepolo consegue il proprio vero stato attraverso la grazia del maestro?

E’ come l’elefante che, vedendo un leone nel sogno, si sveglia. Proprio come l’elefante  si sveglia alla semplice vista di un leone, così è certo che il discepolo incontrando lo sguardo benevolo del maestro, si risveglierà dal sonno dell’ignoranza destandosi alla vera conoscenza.

Ramana Maharishi, Opere, Astrolabio Ubaldini, ed 2012, La ghirlanda delle istruzioni spirituali  pg. 62-63

Ramana Maharishi dall’età di 17 anni visse la sua vita ai piedi del monte Arunachala (nelle vicinanze della città di Tiruvannamalai), uno dei più sacri dell’India. Ramana Maharshi, nei primi anni dopo l’illuminazione, stava per lo più in silenzio. Quando i ricercatori spirituali lo interrogavano, rispondeva per iscritto, spesso sulla sabbia della grotta dove abitava. Altre volte parlava. Alcuni di questi dialoghi venivano trascritti dai discepoli e, una volta redatti, erano sottoposti alla sua approvazione. Così vennero pubblicate le opere in prosa.

MAESTRO E ALLIEVO:

Scambio poetico tra il  Maestro Yogarishi Dr. Swami Gitananda Giri in risposta alla poesia del suo maestro Kanakananda Brighu.

When Swamiji took diksha (spiritual initiation), his guruji Swami Kanakananda handed him a poem written in his own handwritingas a “gift.” It was entitled A String of Pearls. In Swamiji’s own words, “As I read through it, I came tounderstand the role of the real guru in life. My heart swelled outwards in manifestation of this realization and I jotted my first poem on the back of his paper. That poem was The Gentle Jeweler, and was written on my thirteenth birthday.”

This poem well expresses the sublime love between master and disciple.

ASTRING OF PEARLS

Swami Kanakananda Brighu

In consciousness I view the band

Of Faithful who around me stand.

With knowledge deep that I alone

Can join these scattered gems inone:

For they’re a wreath of pearls, and I

The silken cord on which they lie.

 

Tis mine theirinnermost soul to see.

Unlocked is everyheart to me.

To me they cling, onme they rest

And I’ve a place inevery breast:

For they’re a wreathof pearls, and I

The silken cord onwhich they lie.

 

 

THEGENTLE JEWELLER

Swami Gitananda

In consciousness, we feel you near

With you, there’s Peace Eternalhere,

Such tenderness floods O’er eachone,

This Infinite Love withheld fromnone.

We may be gems, unhewn it’s true.

The Gentle Jeweller. Friend, areyou.

 

With gladness, hearts are openedwide,

That you may come and look inside,

Teach us how to mend our ways

And serve you best for all our days:

We may be gems, unhewn it’s true.

The Gentle Jeweller, Friend, areyou.